Per l’educazione di bambini e ragazzi occorre avere un’idea di futuro

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Viterbo – “Per occuparsi dell’educazione dei bambini e dei ragazzi occorre avere un’idea di futuro”, sostiene da sempre Clara Vittori, dirigente scolastica del Liceo Mariano Buratti di Viterbo.

Nelle ultime settimane, questa prospettiva ha avuto delle inaspettate ed irrituali declinazioni. Ci siamo abituati a procedere per fasi. Fasi che hanno dato conto di una cautela, di un bisogno di pianificare con prudente progressione, dopo la paura.

La ragionevolezza di questa reazione, però, non esaurisce le responsabilità delle Istituzioni, che devono avere come orizzonte di progettazione la complessità del futuro. La Scuola è la prima tra queste e, dopo la tempesta della fase digitale, torna a pensare alla sostanza dell’azione educativa.

E’ ben noto che questa non si esaurisce con la preparazione nelle diverse discipline, ma è sempre difficile – forse anche di più nella scuola superiore – declinare in modo compiuto un’educazione ai valori.

Recenti riforme mettono nero su bianco che la scuola deve anche orientare al lavoro, ma questo non può essere inteso solo in senso pratico-operativo; e anche che deve formare all’esercizio della Cittadinanza, ma non soddisfa pensare al semplice studio di assetti istituzionali e sistemi di regole. Il traguardo più complesso per la scuola è coniugare saperi e modelli, contenuti e comportamenti, teoria, etica e prassi, ripensando i valori di cittadinanza come valori universali di un rinnovato patto tra l’Uomo e il suo Habitat.

La strada è stata indicata nel 2015 dalle Nazioni Unite con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile che ha fissato una scadenza non solo simbolica – più che mai emblematica dopo questo fatidico 2020 – per una ricostruzione del tessuto ambientale, sociale ed economico del pianeta.

I 17 obiettivi dell’Agenda esprimono un chiaro e corale giudizio sull’insostenibilità del nostro modello di sviluppo e impostano il risarcimento del sistema Uomo-Natura sul duplice binario della riduzione delle disuguaglianze sociali e del contenimento dei danni ambientali. Questo è un punto di riferimento imprescindibile per la Scuola, se si vuole tracciare un nuovo orizzonte culturale da cui far discendere nuove pratiche virtuose.

Da oltre dieci anni la Dirigente Clara Vittori orienta le scuole da lei dirette verso questo percorso di consapevolezza, che al liceo Buratti ha preso corpo nell’ultimo triennio con attività e progetti di grande significato e con il recente inserimento, nel 2019, di un capitolo importante del suo piano formativo dedicato all’Educazione alla Sostenibilità.

 A dicembre, il Liceo Buratti si è fatto promotore di una Rete provinciale di Scuole che ha aderito alla neonata Rete Scuole Green, una realtà nazionale che nel giro di quattro mesi ha raccolto l’adesione di circa 1000 scuole.

Il 17 gennaio 2020, nella Notte dei Licei Classici, il Buratti lanciava in forma performativa il suo appello e il suo progetto, “NaturaUmana”, frutto di preoccupazioni e promesse rispetto a minacce che sembravano, tuttavia, ancora lontane.

Ma in meno di due mesi è stato di fronte ai nostri occhi cosa potrebbe essere della nostra società se si spezzasse irreversibilmente l’equilibrio tra l’Uomo e la Natura.

Quindi, da dove il Covid19 l’ha interrotta, riparte l’azione della scuola, con ancora maggiore convinzione. Forti dell’idea che fare rete significhi condividere le responsabilità, arginare l’individualismo e lo scetticismo, valorizzare le relazioni e il senso dell’appartenenza, è sulla Rete Scuole Green che si fa leva.

Dirigenti e insegnanti referenti di 29 scuole della Provincia di Viterbo hanno condiviso la proposta di sperimentare un curriculo formativo di educazione alla sostenibilità nelle ore che il Ministero dell’Istruzione riserva all’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione.

In questo modo, seguendo la traccia dell’Agenda 2030, le scuole pensano di interpretare il senso più profondo dell’educazione alla cittadinanza, con un significativo spostamento d’accento: dalla conoscenza di diritti e regole, alla consapevolezza dei propri comportamenti e dell’impatto globale del proprio stile di vita.

Per gli insegnanti che si accingono a questo nuovo percorso educativo, il Liceo Buratti ha progettato una formazione a carattere interdisciplinare che delinea i pilastri di una cultura della sostenibilità. La prospettiva filosofica è già stata tracciata a novembre dal Convegno “L’ecoetica: temi, problemi e prospettive”, organizzato dalla sezione di Viterbo della Società Filosofica Italiana in collaborazione stretta con il nostro Liceo.

Da settembre si prosegue con Agenda ONU 2030, Crisi climatica, Alimentazione e agro-ecologia, Economia circolare e sistemi del cibo, Ecoletteratura, Giornalismo scientifico e d’inchiesta sulla questione ambientale, Paesaggio e identità culturale, Arte-natura-ambiente, Didattica della sostenibilità. Tra i formatori, tutti di alto profilo professionale e culturale, i nomi prestigiosi del pedagogista e scrittore Duccio Demetrio e del giornalista Stefano Liberti.

Gestiamo l’emergenza, ma ci prendiamo cura del futuro. Per i nostri giovani, per tutti noi.

 

Liceo Mariano Buratti

TusciaWeb

20 maggio 2020

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